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Nell'oceano di Internet sono centinaia i siti che si occupano dell'affaire Moro, come è stato definito da Sciascia. Il mio blog si presenta come un progetto diverso e più ambizioso: contribuire a ricordare la figura di Aldo Moro in tutti i suoi aspetti, così come avrebbe desiderato fare il mio amico Franco Tritto (a cui il sito è certamente dedicato). Moro è stato un grande statista nella vita politica di questo paese, un grande professore universitario amatissimo dai suoi studenti, un grande uomo nella vita quotidiana e familiare. Di tutti questi aspetti cercheremo di dare conto. Senza naturalmente dimenticare la sua tragica fine che ha rappresentato uno spartiacque nella nostra storia segnando un'epoca e facendo "le fondamenta della vita tremare sotto i nostri piedi".
Ecco perchè quel trauma ci perseguita e ci perseguiterà per tutti i nostri giorni.

sabato 8 novembre 2008

Andreotti vs Cossiga: chi mente?

Riporto questa nota dell'agenzia di stampa www.ilvelino.it nella quale Andreotti nega la notizia fatta circolare da Cossiga sull'esistenza del cd. lodo Moro, un accordo segreto con i terroristi palestinesi di cui abbiamo avuto modo di parlare. Una cosa è certa: uno dei due mente. Uno dei due nasconde qualcosa.

Intervistato da Andrea Romano per i “Faccia a faccia” di Radio3, il senatore a vita Giulio Andreotti smentisce l’esistenza del cosiddetto “lodo Moro” - l’accordo, patrocinato da Aldo Moro, che avrebbe garantito ai terroristi palestinesi libertà di circolazione sul territorio italiano, in cambio dell’immunità del nostro paese dagli attentati. La tesi - recentemente rilanciata da un altro senatore a vita, Francesco Cossiga - è bollata da Andreotti come una “fantasia volutamente messa in giro”. Dice l’ex premier a Romano: “Io ero dentro il sistema, se fosse stato vero l’avrei saputo - non l’avrei condiviso ma l’avrei saputo”. Dunque si tratta di una voce che “assolutamente non ha fondamento”. Andreotti rivendica i meriti dell’andreottismo in politica estera anche sotto il profilo dei rapporti col movimento palestinese. Il cui scivolamento verso l’estremismo - afferma Andreotti - fu contenuto proprio grazie all’atteggiamento dialogante del governo italiano. Il senatore a vita chiosa: “Non è che uno potesse convertire i palestinesi in figli di Maria”. Tuttavia, i palestinesi “avevano anche ragione su una cosa essenziale, quella di poter avere uno Stato palestinese. L’errore era stato commesso quando si era creato lo Stato di Israele e poi l’autorità palestinese, senza spiegare che cosa volesse dire, senza dare la sicurezza che fosse uno Stato”.

Le vicende giudiziarie di Andreotti possono essere messe in relazione con il fatto che l’ex premier avesse qualche nemico oltreoceano? Romano ricorda che proprio Andreotti in passato affermò di non “poter escludere” che “qualcuno dei servizi segreti americani avesse potuto “mettere il becco” in quelle vicende. Il senatore a vita risponde: “Persone che non sono obiettive ma un po’ faziose sospettavano che io avessi rapporti correnti anche con i comunisti, che questo potesse essere un po’ un sintomo di un intiepidimento e quasi di una mancata sintonia con loro. I faziosi sono sempre un guaio, purtroppo esistono e nessuno li riuscirà mai a estirpare. Ero visto, non voglio dire con sospetto, ma con una certa cautela”. Il filo della dietrologia conduce al tema di Tangentopoli e del ruolo che i servizi segreti potrebbero aver svolto al riguardo. Romano ricorda le novità provenienti da Tripoli sull’avvertimento dato da Bettino Craxi a Muammar Gheddafi in merito a un imminente bombardamento statunitense contro la Libia. All’origine di Tangentopoli c’è forse l’irritazione americana per quella soffiata? “Può essere”, replica Andreotti. Che aggiunge: “Certamente intorno a Tangentopoli si creò tutta una serie di motivi polemici e anche molte cose che non stanno né in cielo né in terra. Del resto certamente non viviamo nel paradiso terrestre”.

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